Fifteen bucks, little man, Put that shit in my hand
Group: Lord Blood Posts: 2376 Location: mitica ed inevitabile Pontedera u.u
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L'edificio dell'ospedale si trova nella zona Ovest della Città dalla parte opposta rispetto al Centro d'Addestramento, l'edificio è abbastanza grande, in pietra, appena entrati troviamo una piccola stanzetta sulla sinistra con una scrivania, la stanza dell'infermiera che dovrà essere interpellata per segnalare ai vari dottori il problema, la ragazza andrà a chiamare il dottore che subito vi visiterà, all'occorrenza indirizzandovi in una stanza, che si trovano dopo l'ingresso vicino agli uffici dei medici.
A := 2πRℓ₁ + (π/6)[√((1 + 4ℓ₂)³) - 1]
La mia scheda Nar Bezzam:
CITAZIONE
"La donna per natura guarda sotto la cintura, l'uomo per dispetto guarda culo coscie e petto"
CITAZIONE
Come il bruco sceglie le foglie migliori per deporvi le uova, così il prete lancia i suoi anatemi contro le gioie più grandi.
CITAZIONE
L'immaginazione non è uno stato mentale: è l'esistenza umana stessa.
CITAZIONE
Mai fidarsi di chi non beve, è gente pazza e senza fede!, ma io che fede ne ho vado al bancone a bere un po'
٩๏̯͡๏)۶
CITAZIONE
Il 92% dei teenagers ascolta musica rap o hip hop. Solo l'8% dei ragazzi ascolta musica Rock, Metal o Punk. Inserisci questa frase nella tua firma se sei fra questo 8%." è inserita in molte firme che non avrebbero il diritto di contenerla. Bisognerebbe specificare che soltanto l'8% dei teenagers ascolta VERO rock. Molti la inseriscono solamente perchè ascoltano gruppi del cazzo come Tokio Hotel, The Fray...indie rock o minchiate simili nate l'anno scorso,che più che rock sembra pop scadente. Il vero rock è quello composto da Deep Purple,Led Zeppelin,Black Sabbath,Rolling Stones,Nirvana,Guns N' Roses,System of a Down...e così via. Per cui,chi volesse fermare quei poser che ascoltano MERDA e si autoproclamano metallari,punkers o rockers,copi ed incolli questa puntualizzazione nella propria firma.
Group: Licantropi Posts: 414 Location: ... Il tuo incubo peggiore...
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Maledetto mezzodemone....
Erano le uniche parole che mi venivano in mente. Appena tornata all'interno delle mura, non solo avevo dovuto sopportare lo sguardo soddisfatto e compiaciuto di quella spregevole sentinella, ma anche vagare alla cieca per una buona mezz'oretta prima di trovare l'edificio adibito ad ospedale. Una costruzione in pietra dall'aria solida e tremendamente fredda; sopra l'entrata, un cartello pericolante su cui era incisa la parola " OSPEDALE " a caratteri cubitali. Avanzai di qualche passo, il braccio oscillante parallelo al corpo: le ossa della spalla dovevano essere mezze-spaccate. Sbuffai, bussando rumorosamente alla porta con la mano sana. Uno, due, tre colpi. Ma non rispose anima viva. Alzai gli occhi al cielo, irritata più che mai: chiunque si trovasse lì dentro l'avrebbe vista brutta. Dopo aver picchiato un altro paio di volte sul legno scuro, provai a girare la maniglia: la porta si scostò. Entrai. Il sentore nauseabondo di disinfettante mi assalì violentemente e senza volerlo sul mio viso si disegnò una smorfia disgustata: odiavo gli odori troppo forti, forse perchè il mio olfatto era comunque abbastanza sviluppato, anche in forma umana. Mi guardai intorno, in cerca di qualcuno che facesse al caso mio, ma il breve corridoio era deserto. Mi spostai una ciocca di capelli (pieni di sabbia) dal viso e mi accorsi di avere un enorme graffio all'altezza della guancia sinistra, del quale non mi ricordavo: il sangue aveva incominciato a raggrumarsi. In poco più di un'ora quel maledetto mezzodemone era riuscito a ridurmi uno straccio e, cosa più umiliante, mi aveva marchiata a mia insaputa. Quel tatuaggio era di pessimo gusto. Notai una porta semi-aperta sulla sinistra e, avvicinatami con passo felino, feci capolino all'interno della stanza. Una ragazza dall'aria indaffarata stava seduta dietro una scrivania, firmando scartoffie e sigillando foglietti con la cera lacca: che fosse un'infermiera?
Donna, sai dirmi dove posso trovare un medico?
Domandai con aria tutt'altro che umile, leggermente in contrasto con la mia condizione attuale. In effetti, oltre alla miriade di graffi e lesioni su tutto il corpo, i miei vestiti erano ormai ridotti ad una sottolissima fascia di tessuto, che a mala pena riusciva a coprirmi il seno e parte della vita, e dai resti dei calzoni, anche questi piuttosto inutili. Incrociai le braccia, fissando la donna con fare impaziente: quelle odiose bruciature incominciavano a tirarmi la pelle in maniera insopportabile.