DestroyHumanity ~ Gdr by Forum

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1. Sabbia e Alberi, Ossa e Sangue
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Dai diamanti non nasce niente; dal letame nascono i fior

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Rehm appena uscito dalla taverna si fermò due secondi, estrasse un foglio di carta e stilò una specie di lista della spesa:
- un carro
- molti barili vuoti
- quattro balestre e qualche freccia
- qualche cassa
- due cavalli (meglio se da guerra)
- qualche scorta alimentare


"Uhm..no non gli servirà nient'altro.."
Si diresse a gran passi verso l'armeria che si trovava poco distante prese una sacco e ci ficcò dentro le balestre e le frecce meglio per loro se le sapranno usare.. salutò il tizio e coricatosi il sacco sulle spalle andò verso il magazzino passando dalla mensa per prendere qualche razione da viaggio e qualche barileUn'altra missione..speriamo che vada meglio dato che l'ultima di questo genere è finita in pasto ai lupi..
Preso il carro ci gettò dentro il sacco. Si trattava di un carro semplice ricoperto da un telo di pelle schiarito dalle troppo ore di esposizione con il sole, sotto il telo si celavano due specie di panchine su cui era possibile sdraiarsi dato che il centro del carro ora era pieno di barili e casse. Davanti a questo "scompartimento" centrale si trova uno spazio per il conducente... Tutto sommato un carro compatto ma pratico..



Una volta trainato fino alla stalla prese cavalli e briglie e li legò al carro. Okay fatto tutto..Non resta che portarlo nel luogo..
Arrivato alla porta, si asciugò il sudore..dopotutto erano le ore più calde della giornata e quel giorno il sole risplendeva speranzoso..

Salutò Belzok e lo invitò a venire all'ombra del carro...
Mentre i minotauri si rilassavano arrivò Zaraki...
"Mettiti all'ombra e aspettiamo le ragazze non ho voglia di spiegare la vostra missione due volte.."

OT/I dettagli della missione li spiegherò direttamente nel prossimo post; ora postate il vostro arrivò fin qui(per kiki e lucy postate anche la partenza dalla taverna, il passaggio dalla vostra stanza baku tu invece posta solamente dalla stanza a qui..\OT

Dio ha creato l'uomo, L'uomo ha creato Dio


Dio è amore → L'amore è cieco → Un cieco è Ray Charles → Ray Charles è Dio.




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Jin|Rehm

 
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Amazzatevi tutti!!!!! Muahahahah...

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Quando il minotauro le ordinò di farsi trovare mezz’ora più tardi ai cancelli, a Shaya sfuggì un gemito di protesta. No, diavolo! Aveva appena avuto il tempo di rilassarsi dopo anni di rabbia e paura! Proprio adesso doveva rovinarle la festa?
Seguì con lo sguardo la schiena massiccia mentre se ne andava, poi scosse la testa. Odiava gli ordini senza spiegazioni. Anzi, odiava gli ordini in generale. Sospirando, si alzò poggiando la mano sinistra sul tavolo. Incrociò per un attimo lo sguardo di William. Non riuscì a capire cosa stesse pensando, ma di sicuro non era una cosa allegra. Gli si rivolse con un sorriso di scuse, anche se non sapeva il perché: << mi dispiace, a quanto pare dovremo vederci un’altra volta per parlare tranquillamente.>> si sporse verso di lui, in uno scatto veloce del viso, e gli diede un bacio sulla guancia destra, per poi sussurrare: << la mia stanza è la numero 94>> e si ritirò con la stessa velocità di prima.
Mentre si voltava verso Omega, sentiva lo sguardo incredulo del licantropo sulla schiena.
<< arrivederci, spero ci rincontreremo al mio ritorno>> e abbassò il capo in segno di saluto e rispetto; poi passò a Lucy, <<ci vediamo fra poco ai cancelli…>> in fine chiamò Shitan a gran voce, e quando questi si voltò verso di lei, gli sorrise, << ci vediamo tesoro, e auguri per la taverna!>> e si diresse verso la porta, recuperando il mantello. Urtando il tavolo con il fianco sinistro, sentì qualcosa scivolare lungo i pantaloni. Non ci fece caso, pensando fosse semplicemente il tavolo.
Una volta entrata nel suo alloggio, delle imprecazioni molto colorite rimbombarono nel silenzio. Il suo piccolo erbario portatile, come lo chiamava lei, una sacca piccola da appendere al fianco sotto il mantello da viaggio consumato, era sparita. Ricordava molto precisamente di averla portata con sé, perché dentro vi teneva un pettine d’osso, dei profumi naturali da bagno, che usava quando andava nei villaggi e i lacci per legarsi i capelli. Se doveva passare da donna, doveva essere convincente. Si mise a cercarla ovunque. Dove diavolo era?! Sprecò vari minuti, prima di ricordare che la teneva sempre al fianco, anche quella mattina. Ma al fianco non c’era. Ripercorse mentalmente i suoi spostamenti. All’arena. Non poteva essere lì, aveva usato le erbe che conteneva per il marchio. Dopo?...La taverna! Di colpo ricordò la sensazione di qualcosa che le scivolava lungo la gamba. Oh diavolo! Prese la sua sacca, con i vestiti e tutto, il mantello, un libro di leggende dalla libreria e corse fuori. Mancavano ormai solo venti minuti all’incontro, e lei era sempre stata puntualissima.
Arrivò alla taverna dopo solo qualche minuto, con il suore che le scivolava tra le scapole e il cuore che le batteva a mille. Entrò sbattendo la porta, si diresse verso il tavolo e, senza guardare o salutare nessuno, di abbassò di scatto, cercando febbrilmente il sacchetto, che trovò dopo qualche secondo. Lo prese al volo, fece un cenno a quelli che erano rimasti lì, senza realmente vederli, uscì di corsa e dopo qualche minuto, appena in tempo, arrivò alle porte della città.
Il minotauro la stava aspettando nell'ombra, con un non-morto di cattivo umore, per non dire pessimo e la guardia delle porte, mentre Lucy non si vedeva da nessuna parte. Tirò un sospiro di sollievo, che però durò poco. Mise il mantello sopra la sacca che aveva gettato a terra, prese il sacchetto e lo legò con il doppio giro di corda al fianco. Non ci teneva a perderlo. Poi si rivolse al minotauro: << salve, le dispiace se mi assento un attimo? Sarò poco lontano e ho bisogno di pensare un momento…>> e si allontanò. Aveva bisogno di riposare, di pensare e di rilassarsi dopo la corsa. Aveva bisogno di stare da sola.

Edited by Kiki994 - 14/9/2009, 21:25

Shaya Grondark

I ricordi delle persone sono inutili, perché tanto prima o poi verranno messi in qualche oscuro cassetto della nostra mente. Non è vero. I ricordi sono la cosa più bella che hai, perché ti scaldano, ti proteggono, ti danno forza. Sono importanti per le persone come l'aria. Perchè la mente è fatta di ricordi, ricordi che nessuno, che neanche il tempo potrà cancellare.

Tutto quello che fai si ripercuote sul futuro, stai attento. Se fai cosa malvagie potresti pentirtene, ma se le fai con astuzia potresti esserne felice.
 
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E che cavolo.
Zaraki si svegliò di soprassalto sulle rocce dure della strada cittadina principale, a Faetor, con un mal di testa che si prospettava essere di dimensioni a dir poco monumentali e una gran brutta sensazione che gli rodeva dentro fin nelle ossa. Ancora non riusciva a capire cosa esattamente fosse successo...l'ultima volta che era cosciente era nel bel mezzo di un combattimento che non gli faceva rimpiangere di essere rinato, ricco di sangue, contro un batuffolo di pelo arruffato in un posto assurdo, ma assurdo davvero. L'ultima cosa che ricordava era un aggeggio strano in mano all'avversario che sputava due palle di luce, poi il buio.
Un sogno?
Piuttosto un incubo...
Non lo sapeva, ma riconoscendo la sua adorata roccaforte capì avrebbe fatto meglio a togliersi dalle scatole prima che qualche simpaticone di suo superiore passasse di lì e decidesse di affidargli un qualche inutile quanto noioso compito, sai, quella cosa in cui tutti i graduati sono dei veri maestri. Sgusciò fuori dal cantuccio in cui si era rintanato mentre la sua mente ancora instabile partoriva questi pensieri insolitamente lucidi e privi di rabbia conpulsiva, cercando di allontanarsi verso lidi più sicuri.
Fu allora che notò Rehm, quel gran pezzo di...centauro (suo superiore, guarda un po') che gli faceva segno di avvicinarsi a qualcosa che ricordava molto alla lontana un carro trasporti. Un rapido quanto indesiderato flashback gli riportò alla mente che le ultime spedizioni erano state "smarrite" nel bel mezzo del deserto, quindi quella chiamata significava solo guai.
Ora, le opportunità che aveva erano due. O staccava di netto quella capoccia cornuta che continuava ad agitarsi per attirare la sua attenzione, e fuggiva allegramente nel deserto con alle calcagna tutta la guardia armata di Faetor con in testa il suo carissimo amico Omega, oppure si limitava ad avvicinarsi buono buono a sentire cosa voleva, sperando intensamente che volesse solo chiedergli che ore fossero. Doveva ammettere che la prima opportunità lo allettava al quanto, soprattutto dopo che il migliore combattimento che aveva da circa due secoli si era rivelato essere l'ennesimo (che personaggio sfortunato) flop, e il suo migliore amico, l'istinto omicida, era tornato a fagli compagnia nella sua mente bacata...ma purtroppo la testa gli lanciava fitte lancinanti, e non aveva intenzione di dargli tregua entro cinque minuti.
Quindi strinse le fauci desiderando di avere in mezzo a quelle l'idiota che stava dietro alla sua sfortuna, fece tintinnare un po' i campanellini e si avvicinò, con un volto che avrebbe terrorizzato un orda di lupetti affamati, al suo "capo".
Con la coda dell'occhio vide allontanarsi con passo spedito al suo fianco una mocciosa poco importante e sicuramente, decisamente, assolutamente poco forte. Valutò in estremis la possibilità di ammazzarla sul posto, tanto per vedere se sfogandosi un po' avrebbe fatto passare il dolore al capo. Ma poi decise che non ne valeva la pena...che gusto c'è ad uccidere un insetto indifeso? A meno che non sia alto tre metri e con qualche artiglio affilato la risposta era scontata: nessuno. Sarebbe stata una caduta di stile indegna per lui...
Ma c'era chi l'avrebbe pagata cara, molto cara.
Si trattava solo di aspettare.

" Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguire virute e canoscenza.
"
Inferno, Canto XXVI

WS. . .Kaworu Nagisa.
DH. . .Zaraki Kenpachi.
AdD. . .Kurosaki Ichigo.



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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 21:26


Il minotauro improvvisamente ordinò a me e a Shaya di recarci alle porte di Faetor entro mezz'ora, e poi uscì velocemente dalla taverna come era entrato.
Finalmente Omega ed il suo fedele amico si erano decisi a far muovere l'esercito contro gli esseri umani.

Quando Rehm fu uscito di scena Shaya si sporse verso William per stampargli un bacio sulla guancia destra e sussurargli con fare seducente il numero della sua camera. Finalmente aveva fatto una cosa giusta! Aveva dimostrato ancora una volta di non esser capace di provare vergogna e di fare ciò che si sentiva, questa cosa poteva avere dei risvolti positivi, ma in battaglia l'avrebbe potuta portare a delle spiacevoli situazioni. Non doveva essere troppo impulsiva la ragazza.

Seguì a ruota Shaya uscendo dalla taverna dopo aver salutato i restanti partecipanti della conversazione e mi diressi con passo sostenuto verso il mio alloggio. Era una giornata calda, per cui oltre all'afa, piccole gocce di sudore mi scendevano dalla faccia per via dell'ansia che mi aveva procurato sapere che fra poco sarei dovuta partire per una missione. Arrivai poco dopo alla porta del mio appartamento. In molta fretta raccolsi tutte le cose sparse per l'appartamento; vestiti vari e un piccolissimo pettine e li misi dentro la sacca color terra. Prima di uscire definitivamente dall'alloggio detti una rapida occhiata alla stanza. Anche se non vi avevo trascorso molto tempo, quella era stata la prima costruzione che potevo definire "casa".
Uscita di casa mi diressi immediatamente verso le porte della città. Per la strada non c'era anima viva, ovviamente quella era l'ora di rifocillarsi.

Arrivata in prossimitià del luogo di ritrovo potei scorgere tre figure, due si trattavano sicuramente di Rehm e di Shaya, ma la terza non l'avevo mai vista. Quando mi avvicinai di più mi accorsi che Shaya si era posizionata lontana dagli altri due e chel minotauro aveva preparato un carro trainato da due cavalli da guerra. All'interno di esso vi erano molti barili e casse.

Mi voltai verso lo sconosciuto e mi presentai: " Piacere il mio nome è Lucy"
Dal suo aspetto doveva trattarsi quasi sicuramente di un non-morto.

Lucy San

Lust Insegnante
CITAZIONE
Voglio tu sappia una cosa:
tu sai come e' questo
se guardo
la luna di cristallo,il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te;
come se cio' che esiste,
aromi,luce,metalli,fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che mi attendono.

Orbene ,
se a poco a poco cessi di amarmi
cessero' di amarti poco a poco:
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
che gia' ti avro' dimenticato:
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
levero' in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinato
con dolcezza implacabile:
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi,amore mio,ahi mio,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne ne' si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore,amato,
e finche' tu vivrai stara'tra le tue braccia
senza uscir dalle mie


Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me cercherai qualcosa che mi appartiene

Quando si accende, l'amore è una pazzia temporanea...
L'amore scoppia come un terremoto e in seguito si placa..
e quando si è placato bisogna prendere una decisione,
bisogna riuscire a capire se le nostre radici sono così inestricabilmente intrecciate, che è inconcepibile il solo pensiero di separarle [...]
L'amore non è turbamento, non è eccitazione, non è restare sveglia la notte
immaginando che lui sia lì a baciare tutte le parti del tuo corpo [...]. Questo è
semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo.
L'amore invece è quello che resta del fuoco, quando l'innamoramento si è
consumato... non sembra una cosa molto eccitante vero? invece lo è...

"Il mandolino del Capitan Corelli"

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Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life
Such a lonely day
Should be banned
It’s a day that I can’t stand

The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life

Such a lonely day
Shouldn’t exist
It’s a day that ill never miss
Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life

And if you go
I wanna go with you
And if you die
I wanna die with you
Take your hand and walk away

The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life

Such a lonely day
And it’s mine
It’s a day I'm glad I survived
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/12/2009, 18:34


E così ha inizio...

Gli attesi arrivarono...Il carro era pronto e loro erano pronti a partire...o almeno così credeva Rehm...
Riteneva che la loro missione era abbastanza semplice, un viaggetto per rifornirsi di acqua ed altro..beh, non c'era niente di più sbagliato di questo..Ma torniamo alle porte del Faetor..

Le due ragazze arrivarono entro il tempo previsto.Strano per delle donne
"Bene, ci siamo."
I due minotauri si alzarono aiutandosi a vicenda, un simile spirito di fratellanza vigeva soltanto tra consanguigni ma ormai i minotauri scarseggiavano e il senso di fratellanza si era esteso..Il nostro tempo è giunto al termine..

"Forse avete visto le scorte della taverna, stanno per finire, così come le scorte di metallo..
Il vostro scopo è di diregervi ad est verso le zone boschive e di prelevare del ferro..
Arrivati presso le terre silvane oltrepassatele e vi troverete davanti ad un territorio pullulante di molte città, ce ne sarà una, più maestosa di tutte..da lì partiranno tre carri pieni di provviste e metalli...li dovrete intercettare durante il loro percorso verso nord..nel rientro fate scorta di selvaggina ed acqua per non sprecare le scorte salate.." si aciugò il sudore..quel giorno era davvero caldo..
"Sul carro ci sono alcune balestre vi serviranno, le strade stanno diventando piene di uomini e di pericoli..Ah un'altra cosa, se vi si avvicinano dei soldati mostrate le scollature e passerete senza problemi"
La razza umana è così stupida che si ferma sempre davanti all'esteriorità e non scava mai più a fondo.. dovremo sfruttare questa debolezza

"Se avete domande ripensate a ciò che vi ho detto..Ci vediamo al ritorno sempre che ce ne sarà uno per voi!" e se ne andò trottorellando..lasciando i tre di stucco mentre Belzok era avvezzo ai modi di fare del suo generale..


________________________________________________




I tre salirono sul carro, Zaraki alle redini, le ragazze si misero a rufolare alla ricerca delle menzionate balestre e le trovarono..Si trattava di un modello semplice con ricarica a manovella..Quelle balestre erano le migliori a quanto di precisione e a potenza di "fuoco", il loro difetto principale era il lento riutilizzo..e la manovella cercava di risovere quel problema.

Sotto la benidizione di Belzok, partirono verso la nuova destinazione dando la schiena al sole che stava calando.

Notte.
Il viaggio fino al limitarsi del deserto durava 6 giorni ininterrotti su quel versante..ne mancavano ancora 5 e qualcosa..
I cavalli temprati dal furore combattivo non erano nemmeno minimamente stanchi e il gruppo decise di continuare.
Il vento soffiava gelido e costrinse i nostri eroi a raggomitolarsi nei loro vestiti. La luna piena, alta nel cielo, mostrava la sabbia che penetrava nei vestiti, mostrava uno spettacolo incredibile ai loro occhi: le dune avevano assunto una tonalità grigiastra che pochissimi uomini potevano vantare di aver visto..

Okay ragassuoli siete nel mezzo a delle dune inizate a ruolare un po' liberi

Dio ha creato l'uomo, L'uomo ha creato Dio


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Jin|Rehm

 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/12/2009, 18:22


Rehm fece un lungo e noioso discorso, sul viaggio, su quello che c’era sul carro, e infine sulle armi che avevano a disposizione. Quando però arrivò al punto dove avrebbe incontrato dei soldati, Shaya drizzò le orecchie di scatto.
Fermi tutti!!! Che avrebbe dovuto fare?!
Ma è scemo o ha solo qualche serio problema? Non lo faccio manco morta io!!
Mostrare la scollatura? Ma si scherzava?! Mica era una prostituta o altro! Ma per chi le aveva prese, giocattoli? Che ci andasse lui a mostrare la scollatura! Fu presa da una rabbia tale che avrebbe tanto voluto tirargli qualcosa addosso, ma si trattenne, pensando che non avrebbe giovato alla sua vita là dentro. Invece rimase ferma, ascoltandolo di malavoglia e cercando di non pensare ai soldati.
Non pensarci, non pensarci, non pensarci…fingi di non aver sentito…
Se lo ripeteva come una litania nel cervello, e continuò anche quando con Lucy salì sul carro per guardare le balestre.
Non le aveva mai usate, ma imparava in fretta, e al massimo avrebbe distratto qualcuno, come aveva detto Rehm, prima di colpire. Quando partirono, si era un po’ calmata, ma non del tutto. Si appisolò sulla panca dentro il carro, infischiandosene si quello che pensavano gli altri. Aveva sonno, e se aveva sonno, era perché era stanca. Se era stanca, dormiva, e al diavolo tutti gli altri!
Quando si svegliò era già buio, e le tornò in mente la faccenda delle scollature.
Se proprio devo farlo, farò finta di starci, invece di mostrare le mie grazie a chiunque.
Imprecò a gran voce, e alzandosi di scatto dalla panca sulla qualche si era sdraiata dopo che aveva finito di osservare le balestre, e si diede dell’imbecille per averci pensato ancora. Quindi decise di sgranchirsi le gambe, e scesa dal carro, la vista che le si presentò davanti fu meravigliosa.
Le dune erano ricoperte d’argento, con la luna appena piena sorta illuminava senza pietà, con ombre e venti che le davano un aspetto misterioso.
Si, decise, darebbe stato un viaggio stupendo. Voltandosi verso il carro coperto, chiamò Lucy, con la voce di una bambina che ha appena aperto un regalo stupendo:
<<lucyyyyyyyy, vieni fuori dai! È uno spettacolo stupendo e non devi perdertelo per nulla al mondo!>>.
Sapeva di sembra sciocca, ma il tramonto, l’alba e la luna piena erano le sole cose che non erano cambiate nella sua vita, i soli punti fermi che non l’avessero tradita e ai quali si era rivolta in cerca di un po’ di comprensione; ed era raro che potesse godersele in pace e soprattutto, in compagnia di amici. Amici. Sì, perché Lucy ormai era un’amica, e lei teneva molto agli amici, chiunque essi fossero.


/ scusate il post orrendo, ma ho da fare e non avevo idee.../

Shaya Grondark

I ricordi delle persone sono inutili, perché tanto prima o poi verranno messi in qualche oscuro cassetto della nostra mente. Non è vero. I ricordi sono la cosa più bella che hai, perché ti scaldano, ti proteggono, ti danno forza. Sono importanti per le persone come l'aria. Perchè la mente è fatta di ricordi, ricordi che nessuno, che neanche il tempo potrà cancellare.

Tutto quello che fai si ripercuote sul futuro, stai attento. Se fai cosa malvagie potresti pentirtene, ma se le fai con astuzia potresti esserne felice.
 
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Dopo averci spiegato il da farsi, ovvero assalire tre carri pieni di provviste e metalli che sarebbero partiti da una città di facile riconoscimento data la sua maestosità, Rehm se ne andò, lasciandoci così sole, al nostro destino. Da quel momento in poi dovevamo cavarcela da sole, non ci sarebbe stato più un maestro a metter K.O un orco che tentava di ucciderti, non ci sarebbero stati pasti caldi.
Era quella la vera vita di un rinnegato.

Il carro si mise in movimento e Shaya andò a riposarsi nelle panche all'interno del mezzo. Io, semplicemente restai ad osservare il paesaggio che ci correva a fianco, dune..sabbia..dune..sabbia era sempre lo stesso paesaggio, la stessa materia. Ma anche questo semplice materiale nascondeva al suo interno un mondo di piccoli esseri che vivevano incuranti di ciò che accadeva nel mondo sopra al loro, continuavano a nascere, crescere e a morire senza curarsi delle guerre, complotti che avvenivano parallelamente al di sopra delle propie teste.

E noi? Anche noi vivevamo la nostra vita, con difficoltà e piaceri, ignoranti di ciò che avveniva in mondo superiore al nostro? Fatto di esseri potenti che tutto sapevano? Era la che Tenikos abitava? Era quello il luogo dove si era rigugiato dopo aver lasciato questo mondo? E quando mai sarebbe riapparso, ma sopratutto sarebbe riapparso ai suoi devoti seguaci?
Domande, infinite domande mi si affollavano nelle mente, e nessuna di questa aveva risposta, solo il tempo avrebbe potuto mostrare i suoi voleri.

La mia mente fu assorta da tali questiti che quasi non mi accorsi il magnifico spettacolo che mi si stava parando d'avanti: Il sole piano piano scendeva oltre le dune, donandole un colore ancora più bello e scintillante di quanto non avessero già. Si creavano ombre che davano vita a illusioni ottiche, li sembrava esserci un minotauro, la un umano..
Improvvisamente fui riportata al presente da una voce che sembrava provenire da molto lontano. Era Shaya che mi incitava a scendere dal carro e a godermi la meravigliosa ma al tempo stesso misteriosa luna piena.
Già..la luna, generatrice di storie spaventose rguardanti esseri altrettanto mostruosi che nascevano e prendevano forza anche grazie ad essa. Era un essere, così era giusto definirla visto che anche lei nasceva, cresceva o calava ed alcune notti era assente, coperta da nuvole, come una temporanea morte, che mi aveva sempre affascinato enormemente. E anche Shaya sembrava pensare le stesse cose, era estasiata da quella vista. Dalla vista di quel corpo celeste che nella mente degli umani faceva sopraggiungere dalle tenebre i licantropi.

E stemmo così, una accanto all'altra ipnotizzate da quell'astro così unico nella sua magnificenza.. E un senso di amicizia e pace ci accumunava.

Lucy San

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Voglio tu sappia una cosa:
tu sai come e' questo
se guardo
la luna di cristallo,il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te;
come se cio' che esiste,
aromi,luce,metalli,fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che mi attendono.

Orbene ,
se a poco a poco cessi di amarmi
cessero' di amarti poco a poco:
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
che gia' ti avro' dimenticato:
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
levero' in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinato
con dolcezza implacabile:
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi,amore mio,ahi mio,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne ne' si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore,amato,
e finche' tu vivrai stara'tra le tue braccia
senza uscir dalle mie


Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me cercherai qualcosa che mi appartiene

Quando si accende, l'amore è una pazzia temporanea...
L'amore scoppia come un terremoto e in seguito si placa..
e quando si è placato bisogna prendere una decisione,
bisogna riuscire a capire se le nostre radici sono così inestricabilmente intrecciate, che è inconcepibile il solo pensiero di separarle [...]
L'amore non è turbamento, non è eccitazione, non è restare sveglia la notte
immaginando che lui sia lì a baciare tutte le parti del tuo corpo [...]. Questo è
semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo.
L'amore invece è quello che resta del fuoco, quando l'innamoramento si è
consumato... non sembra una cosa molto eccitante vero? invece lo è...

"Il mandolino del Capitan Corelli"

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Such a lonely day
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And if you go
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And if you die
I wanna die with you
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E così passarono i fatidici giorni. Di solito, prima dell’avvento degli umani, si diceva che più importante della meta è anche il viaggio. Ma come può essere più interessante il viaggio se questo passa per più di cinque giorni attraverso un mare di sabbia rovente? E se anche fosse importante la meta di questo viaggio, può essere così importante, così “bella” da rischiare di attraversare questo oceano infernale? Beh, se l’arrivo fosse all’altezza della traversata, i viaggiatori, che non lo conoscevano, non lo possono nemmeno immaginare.
Noiosi giorni, come le giornate di pioggia.
Noiose notti insonni.
Noiosi desideri.
In questo clima, i soldati - se di soldati si può parlare - socializzarono. Bene, questo forse gli avrebbe aiutati a superare alcune difficoltà ma non altre in cui era richiesto un sacrificio. Boh chi può saperlo?

Al tramonto del 7° giorno i cavalli stremati dal caldo insopportabile costrinsero a fermarsi. Il sole stava regalando gli ultimi spiragli luminosi e con questi la gradazione rosea tipica dell’inizio e della fine della giornata e le dune attorno a loro regalavano uno spettacolo unico e forse insuperabile. Zaraki scese con in mano la balestra e svegliò le altre due; il non morto diede un po’ da bere ai cavalli ma di certo non li dissentò al 100%.. Le scorte di cibo erano abbondanti ma l’acqua era stata consumata troppo celermente..Dovevano conservarla fino all’arrivo di un torrente. Le ragazze “coccolarono” un po’ i due potenti destrieri.
Nel frattempo il sole aveva lasciato il posto alla sua sorella e alle sue amiche che tingevano il luogo di una luce appena accennata, era quindi possibile continuare a svolgere i propri doveri.

Zaraki curioso salì su una delle dune più alte ( siete in una specie di “valle” tra delle dune”) e... sorpresa! Aveva davanti a se l’inizio delle terre boschive. Ma come è possibile? L’entrata era prevista a dieci giorni! Avremo sbagliato direzione e forse siamo un po' più a sud..

Le ragazze rimaste vicino a cavalli li sentirono fremere. Che fosse paura?
No, non lo era. Era puro terrore. Alle loro spalle, da una duna spuntò fuori una specie di verme. Nelle loro brevi vite non avevano mai incontrato una cosa del genere. L’animale era lungo all’incirca 8 metri dei quali solo dai 2 ai 3 erano fuori la sabbia. Quei 6 metri servivano a poter stare la testa quasi eretta. Alla luce argentata il verme era di un grigiastro pallido abbastanza inquietante. Ma sembrava cieco ed abbastanza vecchio..Solamente grazie al fiuto aveva percepito i quattro esseri viventi (le ragazze più i cavalli) e ora sembrava regalare la prima mossa agli avversari

“Ragazze dovete vedere! Siamo vicino ai boschi troveremo un po’ d’acqua!”
“Beh in questo momento mi preoccuperei di qualcos’altro!”gli rispose Lucy.

I cavalli ormai in preda alla totale paura partirono a tutta birra verso i boschi forse per trovare un qualche rifugio e si portarono via il carro appresso. Zaraki spostò lo sguardo verso il wyrm(verme del deserto) e...

Zaraki: balestra in mano
Lucy e Shaya sono a circa 5/6 metri dall'animale senza un'arma in mano avete soltanto le vostre.

OT/scusate il ritardo..gli impegni scolastici e la poca disponibilità ad internet mi hanno linciato)\OT

Dio ha creato l'uomo, L'uomo ha creato Dio


Dio è amore → L'amore è cieco → Un cieco è Ray Charles → Ray Charles è Dio.




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Jin|Rehm

 
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view post Posted on 19/10/2009, 20:09Quote
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Amazzatevi tutti!!!!! Muahahahah...

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/12/2009, 18:22


Erano in viaggio da sette giorni, quando Shaya, che camminava al fianco di Lucy, sentì distintamente il profumo di casa, di foresta e di ombre. Erano vicini, ma erano passati solo sette gironi!
Molto probabilmente siamo più a Sud, oppure è un miraggio…ma l’olfatto non può rimanerne vittima come la vista o il tatto, quindi dobbiamo essere per forza più a Sud di quanto pensassimo alla partenza.
Vide Zarachi salire su di una duna più alta con una balestra, lasciando a loro i carri con i cavalli. Mentre aspettava, Shaya accarezzò un cavallo, sentendolo fremere. La prima volta pensò fosse per il freddo che era calato con la notte e le stelle. La seconda volta sentì che qualcosa non andava. Troppo silenzio. Non sentiva neanche un minimo rumore dalla foresta, oppure dagli animali sotto terra. Fino a pochi minuti prima li aveva sentiti muoversi, strisciare, lanciare i loro gridi nella notte. Adesso tutto era silenzio.
Come se improvvisamente fosse esploso un vulcano, i cavalli partirono al galoppo verso la foresta, rischiando di metterla sotto i loro zoccoli.
Prima ancora di vederlo, o sentire la sabbia spostarsi, Shaya seppe senza ombra di dubbio ciò che poteva essere. Lo aveva letto nel libro di leggende che si era portata dietro. Erano i signori delle dune, esseri che nessuno poteva con sicurezza affermare di aver visto, poiché nessuno era tornato vivo per raccontarlo. L’immagine le si presentò nella mente come un flashback. E come evocato dall’immagine, un enorme verme del deserto spuntò fuori dalla sabbia argentea della notte. Solo tre metri si potevano vedere, ma dalla descrizione fatta dal libro, che non aveva figure di quell’essere, doveva esserne lungo almeno sei o sette. Tre metri di carne viva, completamente affamata, che stava puntando verso di loro.
Che cosa aveva letto al riguardo? Poco, troppo poco per affrontare l’animale. Sapeva solo che erano carnivori, ciechi, sordi, si muovevano solo sotto terra e che grazie all’olfatto trovavano la preda.
In poche parole, erano nei casini.
dannazione! proprio adsso? non poteva aspettare qualche giorno per uscire a caccia?! Accidenti a lui!
Non poteva affrontare una cosa simile senza informazioni, nel suo territorio e senza armi. Certo, lei aveva il suo pugnale, e forse Lucy aveva la sua arma, ma contro quella cosa non avrebbe fatto molta differenza. Il vermiciattolo ( se così si poteva chiamare), rimase fermo, come in attesa che iniziassero loro per prime. Molto gentile.
Dovevano andarsene, e di corsa anche.
Nella sua mente si susseguirono milioni di possibili strategie, in poco tempo, forse un minuto, forse meno, tutte scartate per un motivo o per un altro. Non potevano aggirarlo. Era cieco, mica scemo. E poi con il fiuto poteva sapere anche se facevano un solo, piccolo passo. No, assolutamente no. Se dovevano tornare a Faetor, ci sarebbero tornati tutti e tre interi, possibilmente.
Alla fine, la strategia le balzò davanti agli occhi in pochissimi secondi, anche se poteva essere considerata da codardi, sempre se avesse funzionato. Doveva solo trovare un masso bello grande, saltarci sopra e sperare che la bestiaccia ci andasse a picchiare contro, magari rimanendoci stecchita per il colpo frontale. Sapeva che poteva funzionare, lo aveva già fatto con altri animali meno pericolosi, come cinghiali inferociti che erano finiti dentro al villaggio in cui stazionava. Si spostò con i fianchi e i piedi verso la foresta, stando bene attenta a non muovere troppo i piedi, ma trascinandoli leggermente. Poi, parlò a Lucy della sua strategia a voce abbastanza alta in modo che anche zarachi potesse sentirla. Parlò velocemente, ma in modo chiaro e conciso in modo che non avrebbe dovuto ripetersi:

<< quando do il via, corri verso la foresta, cerca un masso abbastanza grande da farglici sbattere la testa, e restaci sopra…qualsiasi cosa succeda, per l’Amor di Tenikos, non smettere di correre e soprattutto non scendere dopo che ci sei salita sopra…>> si sentì in dovere di dare spiegazioni, perché lei non avrebbe mai seguito qualcuno in un’impresa tanto folle quanto disperata senza averne: <<…siamo nel suo elemento, non sappiamo quanto può essere veloce e abbiamo solo una balestra e le nostre misere armi…perciò, ti supplico, dammi retta e corri come se avessi il diavolo alle calcagna finché non trovi un benedetto masso…al mio tre…d’accordo?>> aspettò con ansia la risposta, perché il vermone avrebbe potuto attaccare entro pochi secondi, e a lei bastava un solo cenno affermativo col capo, e sarebbe scattata.

/scusate il ritardo, ma non sapevo che cazzus scrivere.../

Shaya Grondark

I ricordi delle persone sono inutili, perché tanto prima o poi verranno messi in qualche oscuro cassetto della nostra mente. Non è vero. I ricordi sono la cosa più bella che hai, perché ti scaldano, ti proteggono, ti danno forza. Sono importanti per le persone come l'aria. Perchè la mente è fatta di ricordi, ricordi che nessuno, che neanche il tempo potrà cancellare.

Tutto quello che fai si ripercuote sul futuro, stai attento. Se fai cosa malvagie potresti pentirtene, ma se le fai con astuzia potresti esserne felice.
 
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view post Posted on 25/10/2009, 10:44Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 21:26


I giorni trascorrevano lentamente e noiosamente, anche il cielo ogni volta sembrava trovare un'immane fatica nell'alzarsi nel cielo, come se una forza estranea lo trattenesse.

Dopo circa sette giorni dall'inizio del viaggio anche i cavalli erano stremati. La piccola dose giornaliera d'acqua che ci veniva data non riusciva certo a dissettarci del tutto, e così anche noi, come i cavalli, eravamo allo stremo delle nostre forze.
Zaraki fece fermare i cavalli e diede loro un po' da bere, poi salii sulla duna più alta e dopo aver osservato un po' il paesaggio ci disse che al di la di quelle dune si trovava la foresta.
Nel nostro caso, la foresta stava a significare la salvezza, nuovi rifornimenti d'acqua e finalmente un riposo decente.

Il cavallo accanto a me cominciò a tremare. Non poteva certo essere per la temperatura, stava per succedere qualcosa.
E proprio in quel momento la sabbia cominciò a tremare e ne fuoriuscì un essere che mai avevo visto in vita mia. I cavalli partirono in un galoppo forsennato verso la foresta, e così lasciarono me e Shaya sole, in balia di quell'essere.
Si trattava di un verme che si stagliava nel cielo per ben 2 o 3 metri, ma molto probabilmente la parte mancante del suo corpo si trovava nascosta sotto la sabbia, in fremente attesa di ricevere un bel pasto facile da procurarsi.
Il mostro sembrava essere cieco e piuttosto malridotto, probabilmente era vecchio, per cui poteva affidarsi solo al suo olfatto, un punto a nostro favore. Questo però non stava a significare che sarebbe stato più facile sconfiggerlo. Infatti io e Shaya eravamo in possesso solo delle nostre misere armi, che non avrebbero mai fatto un graffio a quell'ammasso di carne. Non c'era via di scampo, il nostro viaggio erano cominciato così presto e già doveva finire.

In quel momento però Shaya disse:<< quando do il via, corri verso la foresta, cerca un masso abbastanza grande da farglici sbattere la testa, e restaci sopra…qualsiasi cosa succeda, per l’Amor di Tenikos, non smettere di correre e soprattutto non scendere dopo che ci sei salita sopra. Siamo nel suo elemento, non sappiamo quanto può essere veloce e abbiamo solo una balestra e le nostre misere armi…perciò, ti supplico, dammi retta e corri come se avessi il diavolo alle calcagna finché non trovi un benedetto masso…al mio tre…d’accordo?>>

Mmm..come piano poteva funzionare, non ci restava che provare.
Mossi impercettibilmente il piede destro avanti, mi diedi una spinta e scattai.
Qualcosa però non stava andando nel verso giusto, le gambe non reagivano nel modo giusto, sembrava che non volessero muoversi correttamente.
Sentivo le forze mancarmi, le gambe cedere. Shaya correva davanti a me con apparente facilità, mentre il verme oramai mi era sempre più vicino.
Decisi comunque di dare fondo a tutte le mie ultime forze e di incalanarle verso le mie gambe, sembrò funzionare: le gambe cominciavano a muoversi nel modo corretto, sentivo la sabbia scorrere velocemente sotto i mie piedi. Salii velocemente la duna dove prima si era recato Zaraki e davanti a me si stagliò l'immensa foresta. Non distava che più di 500 metri, mancava poco, non dovevo cedere proprio ora.
Discesi la duna e mi diressi verso la nostra salvezza.
Man mano che mi avvicinavo notavo sempre con maggior distinzione i particolari della selva: le chiome degli alberi, lo spazio fra un tronco e l'altro..e poi li vidi, due massi che sembravano esseri messi li apposta per noi.
Spostai la mia direzione verso il masso di destra e vi puntai con decisione.
Quando vi arrivai a meno di due metri spiccai un salto per salirvi. Mi girai per vedere dove fossero il verme e Shaya..

Lucy San

Lust Insegnante
CITAZIONE
Voglio tu sappia una cosa:
tu sai come e' questo
se guardo
la luna di cristallo,il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te;
come se cio' che esiste,
aromi,luce,metalli,fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che mi attendono.

Orbene ,
se a poco a poco cessi di amarmi
cessero' di amarti poco a poco:
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
che gia' ti avro' dimenticato:
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
levero' in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinato
con dolcezza implacabile:
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi,amore mio,ahi mio,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne ne' si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore,amato,
e finche' tu vivrai stara'tra le tue braccia
senza uscir dalle mie


Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me cercherai qualcosa che mi appartiene

Quando si accende, l'amore è una pazzia temporanea...
L'amore scoppia come un terremoto e in seguito si placa..
e quando si è placato bisogna prendere una decisione,
bisogna riuscire a capire se le nostre radici sono così inestricabilmente intrecciate, che è inconcepibile il solo pensiero di separarle [...]
L'amore non è turbamento, non è eccitazione, non è restare sveglia la notte
immaginando che lui sia lì a baciare tutte le parti del tuo corpo [...]. Questo è
semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo.
L'amore invece è quello che resta del fuoco, quando l'innamoramento si è
consumato... non sembra una cosa molto eccitante vero? invece lo è...

"Il mandolino del Capitan Corelli"

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Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life
Such a lonely day
Should be banned
It’s a day that I can’t stand

The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life

Such a lonely day
Shouldn’t exist
It’s a day that ill never miss
Such a lonely day
And it’s mine
The most loneliest day of my life

And if you go
I wanna go with you
And if you die
I wanna die with you
Take your hand and walk away

The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life
The most loneliest day of my life

Such a lonely day
And it’s mine
It’s a day I'm glad I survived
 
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view post Posted on 20/11/2009, 21:10Quote
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Dai diamanti non nasce niente; dal letame nascono i fior

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/12/2009, 18:34


OT/detto anche in tag qualche tempo fa ma lo ripeto: in genere i wyrm ci VEDONO normalmente, ci sentono NORMALMENTE, possiedono un tatto e un olfatto molto sviluppati dato che vivendo al 60% sottoterra sono i mezzi più facili per procacciare cibo ma in questo caso, per non mettervi ancora di più nei casini questo è CIECO ma NON SORDO, però naturalmente non capisce il vostro linguaggio..ok ora possiamo iniziare \OT

Il verme aspettò la mossa.
Attesa quasi inutile..Con i suoi 7metri avrebbe disintegrato anche un rinoceronte inferocito..Ma attese.
La licantropa parlò. Ovviamente il wyrm non capì una mazza ma non gli importava. Aveva aggirato, secondo gli ordini, quei tre per circa 2 giorni sapeva dove erano diretti..Sapeva dove si sarebbero andati a ripararsi sapeva fin troppe cose..La sua lunga vita lo stava pian piano consumando senza ucciderlo..Prima gli aveva strappato la vista, ora la forza nel tempo stava cedendo terreno alla sua saggezza e alla sua esperienza..
Questi piccoletti erano diretti, quasi scontatamente, nella regione boscosa ove era possibile rifocillarsi e bere lontano da questo dannato deserto.
Dopo che ebbe parlato le due iniziarono a correre. Zaraki sparò il colpo della balestra che si andò a infrangere sulla pelle coriacea della bestia, e scoraggiato raggiunse per primo il riparo boscoso e, dato il suo vantaggio si arrampicò con una certa agilità su un albero per avere una maggiore visuale di tiro con la balestra.
Le due invece raggiunsero quasi contemporaneamente il verde, e trovati i due elementi del loro piano ci si misero sopra. Il wyrm che le stava seguendo si fermò. Non era il suo ambiente il bosco. Meglio andarci cauti..
fsssh..fsssh..
Tutti quanti gli attori di questa scena dettero le spalle al deserto per vedere da dove fosse uscito quel sibilo...No non era un sibilo era, era come se ci fosse qualcuno che stava abbattendo ogni albero che incontrava, teoria valorizzata dal fatto che dal profondo bosco si stava levando un polverone.
Tutt’ad un tratto videro spuntare oltre le chiome smeraldine un’altra testa di un wyrm.
Di bene in meglio..
I due esseri appartenenti alla stessa specie comunicarono tra loro tramite ultrasuoni. Stettero fermi qualche secondo come se stessero decidendo se cucinarli alla griglia o con l’insalata...
Poi ripartirono. Il secondo wyrm non sembrava affatto cieco e vecchio, anzi potremo dire che era un giovincello bello sano ed in salute.
La strategia saltava, ed ora i guai si erano raddoppiati.
I due wyrm si stavano avvicinando ad alta velocità...


Non ci speravate più eh?

Dio ha creato l'uomo, L'uomo ha creato Dio


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Jin|Rehm

 
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10 replies since 13/9/2009, 14:59
 

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